COMUNICATI STAMPA
LO SPRECO ALIMENTARE ATTRAVERSO LA LENTE DELL’ARTE: DALL’ESTETICA DELL’ABBONDANZA ALLA NECESSITÀ DI RISCOPRIRE IL VERO VALORE DEL CIBO

- Too Good To Go, in collaborazione con l’art consulente Elisabetta Roncati, attraversa cinque secoli di storia dell’arte per esplorare l’evoluzione del nostro rapporto con il cibo e la necessità di riscoprirne il valore.
- Un viaggio nel tempo, attraverso la lente dell’arte, che mostra come il cibo sia molto di più di un semplice alimento e che mette in luce il paradosso dell’era dell’abbondanza: nonostante il ruolo centrale nella nostra cultura, ancora troppo cibo viene sprecato.
- Una riflessione sulla necessità di recuperare consapevolezza e attenzione nei confronti di ciò che mangiamo, oggi più facilmente percepito come disponibile, sostituibile e quindi meno prezioso.
- Da questa riflessione nasce “Capolavori senza tempo”, la campagna di sensibilizzazione di Too Good To Go che mette in dialogo grandi capolavori della storia dell’arte con il cibo che ogni giorno arriva sulle nostre tavole, per invitarci a riconoscerne nuovamente il valore.
In Italia, ogni anno vengono sprecati circa 8,1 milioni di tonnellate di cibo*: una quantità enorme che, tradotta nella quotidianità, significa oltre 257 kg di cibo sprecati ogni secondo e circa 925 tonnellate ogni ora.
Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno dai profondi risvolti sociali, economici e ambientali**, non riguarda soltanto ciò che finisce nella spazzatura, ma anche il valore che attribuiamo a ciò che produciamo, acquistiamo e portiamo sulle nostre tavole.
È proprio sul valore del cibo e sul nostro rapporto con esso che Too Good To Go, l’azienda a impatto sociale impegnata nel contrasto allo spreco alimentare, sceglie di accendere i riflettori in occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari, il prossimo 29 settembre, con “Capolavori senza tempo”, una campagna di sensibilizzazione che mette in dialogo alcuni grandi capolavori della storia dell’arte con il cibo che ogni giorno arriva sulle nostre tavole.
L’obiettivo è restituire al cibo il valore che merita, invitando a guardarlo con occhi diversi e a riflettere sul paradosso di una società che, pur avendo riconosciuto al cibo un ruolo centrale nella cultura e nella vita quotidiana, continua a sprecarne quantità significative.
E a dare profondità a questa prospettiva nasce un’analisi realizzata in collaborazione con Elisabetta Roncati, consulente artistica e fondatrice di Art Nomade Milan, che attraversa cinque secoli di storia dell’arte, dal Cinquecento ai giorni nostri, per esplorare l’evoluzione del nostro rapporto con il cibo: dall’abbondanza al prestigio, dalla quotidianità alla memoria. Un viaggio nel tempo, attraverso la lente dell’arte, che mostra come il cibo sia da sempre molto più di un semplice alimento e che, proprio per questo, meriti di essere riconosciuto, rispettato e salvato dallo spreco. Una prospettiva nuova e originale attraverso cui leggere e rileggere il valore che abbiamo attribuito al cibo nel corso del tempo.
“L’arte permette di osservare come, nelle diverse epoche, le società abbiano attribuito valore al cibo. Nei dipinti, nelle incisioni, nelle installazioni e nei video il cibo appare di volta in volta come necessità, lavoro, rito familiare, simbolo di prestigio, merce, possibilità di scelta, accumulo e memoria. Per questo le immagini possono aiutarci a comprendere anche lo spreco alimentare contemporaneo: non perché le opere del passato lo rappresentino nel significato attuale, ma perché mostrano come sia cambiato il rapporto culturale con ciò che mangiamo”, afferma Elisabetta Roncati.
Dalla scarsità’ all’abbondanza: un rapporto non lineare, che passa per la disponibilità del cibo.
La storia dell’alimentazione non segue un percorso lineare dalla scarsità all’abbondanza: disponibilità e accesso sono sempre dipesi da luoghi, stagioni e condizioni sociali. Nel tempo, però, innovazioni nella produzione, conservazione, trasporto e distribuzione hanno reso il cibo, per una parte crescente della popolazione, più disponibile, vario e facilmente sostituibile.
Dal Cinquecento al Seicento, il cibo viene rappresentato come necessità, lavoro e anche distinzione sociale. Da Il Mangiafagioli di Annibale Carracci, che racconta la semplicità del pasto, alle nature morte che celebrano tavole ricche di frutti, selvaggina e merci d’importazione, emerge il passaggio dal cibo come bisogno al cibo come simbolo di abbondanza e prestigio. Le vanitas ricordano al tempo stesso la sua natura deperibile e il tema della perdita.
Tra Settecento e Ottocento, il cibo diventa sempre più rito familiare, espressione della condizione sociale e racconto del lavoro. Da Chardin a Van Gogh, il pasto e la sua preparazione raccontano il legame tra nutrimento, terra e fatica. Con la modernizzazione cresce progressivamente anche la disponibilità di prodotti e, con essa, la possibilità di scegliere.
Nel Novecento, guerre e razionamenti mantengono viva per generazioni una cultura del “non buttare”. Dopo il 1945, però, industrializzazione, refrigerazione, packaging e grande distribuzione trasformano radicalmente il sistema alimentare, aumentando disponibilità e varietà e introducendo una nuova dimensione: la gestione dell’eccedenza.
Nella contemporaneità, l’abbondanza diventa quotidiana. Da Supermarket Lady di Duane Hanson a La Vucciria di Renato Guttuso, il cibo passa da simbolo di eccezionalità a elemento ordinario del consumo. Opere come Waste Not di Song Dong riportano invece al centro la memoria della scarsità e mostrano come il modo in cui percepiamo il valore di ciò che abbiamo influenzi anche la nostra propensione a conservarlo, riutilizzarlo o sprecarlo.
La necessità di riscoprire il valore del cibo nell’era dell’abbondanza
Dal lavoro e dal pasto essenziale di Carracci alla preparazione raccontata da Velázquez, dal rito familiare di Chardin alla prosperità di Goya, fino al legame tra cibo, terra e fatica in Van Gogh e alla privazione di Picasso: le opere raccontano un rapporto con il cibo profondamente legato alla necessità, al lavoro e alla memoria. Nel Novecento e nella contemporaneità, con Hanson, Guttuso, Rosler e Song Dong, emergono invece nuovi aspetti: la disponibilità e la varietà del cibo diventano parte della quotidianità, mentre il lavoro e le risorse che le rendono possibili diventano progressivamente meno visibili.
“Mettendo queste immagini in sequenza emerge una trasformazione: con l’aumento della disponibilità e della possibilità di scelta, una parte del processo che porta il cibo fino a noi diventa progressivamente meno visibile. E quando tutto questo diventa invisibile e il cibo appare facilmente sostituibile, può abbassarsi anche la soglia che separa una risorsa dallo scarto. L’abbondanza, quindi, non è di per sé causa dello spreco, ma contribuisce a creare il contesto culturale e materiale in cui alcune forme dello spreco contemporaneo diventano possibili” prosegue Elisabetta Roncati.
“La vera sfida è non permettere che l’abbondanza renda invisibile il valore di ciò che mangiamo: la terra, l’acqua, l’energia, il lavoro, il tempo e le risorse che ogni alimento porta con sé. Ridurre lo spreco significa agire sui comportamenti e sull’organizzazione del sistema alimentare, ma anche ricostruire la consapevolezza del valore del cibo. È qui che l’arte può offrire una prospettiva nuova: rendere visibile ciò che la quotidianità tende a dare per scontato e aiutarci a guardare il cibo con occhi diversi. La domanda, quindi, non è soltanto ‘Quanto cibo buttiamo?’, ma ‘Quando e perché un alimento smette di avere valore ai nostri occhi?’”.
Trasformare la consapevolezza in azione: l’impegno quotidiano di Too Good To Go.
Riconoscere il valore del cibo è il primo passo per imparare a non sprecarlo. È da questa consapevolezza che parte anche l’azione quotidiana di Too Good To Go, impegnata a rendere visibile il valore che si nasconde dietro ogni alimento e a trasformare la riflessione sullo spreco in strumenti e comportamenti concreti per ridurlo
“La Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari ci invita a trasformare la riflessione in un impegno concreto. Per Too Good To Go, questo significa continuare a sensibilizzare sul tema dello spreco, ma soprattutto mettere a disposizione delle persone e delle imprese strumenti e soluzioni per ridurlo e prevenirlo” commenta Mirco Cerisola, Country Director di Too Good To Go Italia. “Con la campagna “Capolavori senza tempo’ e con il lavoro di approfondimento di Elisabetta Roncati, abbiamo scelto di farlo attraverso una prospettiva inedita, quella dell’arte, che ci permette di rileggere il nostro rapporto con il cibo e di aprire una conversazione su ciò che possiamo fare, ogni giorno, per evitare che venga sprecato. Perché ridurre lo spreco non significa soltanto recuperare il cibo che rischia di essere buttato: significa anche costruire una cultura in cui ogni alimento venga considerato una risorsa da non dare per scontata”.
Note:
*Fonte: Eurostat 2023 - “Food waste and food waste prevention”
**Le 925,2 tonnellate di cibo sprecate ogni ora corrispondono, a un consumo di acqua equivalente a quello necessario per riempire 308 piscine olimpioniche e a un utilizzo di suolo invano pari a 373 campi da calcio. (Calcolo effettuato sulla base della dell’equivalenza, certificata da Mériux Nutrisciences | Blonk per Too Good To Go per cui 1kg di cibo equivale a 2,7 kg di emissioni di CO2e, 810 litri di acqua e 2.8m2 di suolo). https://cdn.sanity.io/files/nqimd3nr/production/f46ddec72cc8591c4022bf987041ae60ec2b523e.pdf?=d (https://cdn.sanity.io/files/nqimd3nr/production/f46ddec72cc8591c4022bf987041ae60ec2b523e.pdf?=d)l).
A livello globale, inoltre, lo spreco alimentare è responsabile di circa il 10% delle emissioni di gas serra generate dalle attività umane (WWF, 2024).
Informazioni su Too Good To Go
Too Good To Go è una società globale a impatto sociale che mette in contatto gli utenti con i partner per recuperare il cibo invenduto e impedirne lo spreco. Con 150 milioni di utenti registrati e 200.000 partner attivi in 20 Paesi, Too Good To Go gestisce il più grande marketplace al mondo per le eccedenze alimentari.
Dal suo lancio nel 2016, Too Good To Go ha contribuito a salvare dallo spreco oltre 600 milioni di pasti a livello globale, equivalenti a 1,6 milioni di tonnellate di CO₂e evitate.
In Italia l’app antispreco ha contribuito a salvare oltre 37 milioni di pasti grazie ad una community composta da oltre 13 milioni di utenti registrati e oltre 26.000 attività partner.
Lo spreco alimentare è responsabile del 10% delle emissioni globali di gas serra (WWF (https://files.worldwildlife.org/wwfcmsprod/files/Publication/file/6yoepbekgh_wwf_uk__driven_to_waste___the_global_impact_of_food_loss_and_waste_on_farms.pdf?_ga=2.237292164.568304246.1682929097-733660898.1682929096), 2021).
Il più recente Policy Brief del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP, 2026), identifica la lotta allo spreco alimentare come una delle cinque aree prioritarie su cui intervenire per accelerare l’azione climatica e ridurre le emissioni che contribuiscono al riscaldamento globale.
Per maggiori informazioni, visita la pagina stampa di Too Good To Go (https://www.toogoodtogo.com/it/press).
A proposito di Elisabetta Roncati
Elisabetta Roncati, consulente, scrittrice, professoressa universitaria e creator digitale in ambito arte e cultura, ha unito la sua formazione economica con la passione per l'arte extraeuropea e i diritti civili. Oltre a essere autrice del libro "Arte Queer. Corpi, segni, storie" edito da Rizzoli, scrive su numerose riviste di settore ed è il volto digitale Tik Tok della rivista Exibart. Con il marchio Art Nomade Milan (@artnomademilan) conta più di 100.000 seguaci sui social media e appare regolarmente in programmi televisivi e radiofonici per condividere con il grande pubblico informazioni su mostre, musei e eventi artistici.
Contatti stampa
TEAM LEWIS per Too Good To Go
Chiara Prioli| Beatrice Garbin | Cristina Grasso
Mail: toogoodtogoit@teamlewis.com
Tel.: +39 02-36531375
INIZIA OGGI A SALVARE IL CIBO
La nostra app è il marketplace più grande al mondo per le eccedenze alimentari. Aiutiamo gli utenti a salvare del cibo ancora buono dallo spreco presso negozi, bar e ristoranti locali, offrendo un ottimo rapporto qualità-prezzo.



